Gabriele Salvatores: “Nel Paese c’è più ottimismo che rabbia”

Il regista presenta a Venezia “Italy in a day”, il film collettivo che racconta una giornata da italiani. Lo ha realizzato utilizzando 627 dei 44.197 filmini amatoriali ricevuti. “Mi aspettavo più volgarità, più rabbia, invece ho trovato un’Italia sofferente, ferita, ma con grande dignità, che non ha perduto il senso di comunità”. Sarà nei cinema il 23, poi su RaiTre il 27 settembre
VENEZIA – Sono 44.197 “messaggi in bottiglia”, così li definisce Gabriele Salvatores, i video che gli italiani il 26 ottobre 2013 hanno girato con i mezzi più diversi (telecamere, cellulari, fotocamere) e inviato per partecipare a “Italy in a day”, l’edizione italiana di un progetto di Ridley Scott. Il regista premio Oscar, insieme ad una squadra di 40 selezionatori coordinati dai montatori Massimo Fiocchi e Chiara Griziotti, ne ha utilizzati 627. «Abbiamo escluso quelli che per questioni di formato non andavano bene e poi abbiamo tenuto fuori quelli che ci sembravano più costruiti, meno sinceri – ha detto Salvatores – il ritratto dell’Italia che ne viene fuori è più ottimista di quello che mi immaginavo. Mi aspettavo più volgarità, più rabbia e invece ho trovato un’Italia sofferente, ferita, ma con grande dignità e che non ha perduto il senso di comunità, che prova la sensazione di trovarsi tutti sulla stessa barca».
Le istantanee che seguono il flusso della giornata dalla mezzanotte fino alla mezzanotte successiva mostrano le persone nelle loro case intente a dormire, svegliarsi, fare colazione, andare a scuola, al lavoro, in preghiera, storie di persone comuni. E poi ci sono personaggi esemplari, il medico che cura i bambini in Iraq, l’imprenditore che vive asserragliato nella sua azienda perché ha denunciato il pizzo, la dottoressa che a domicilio assiste i malati terminali.
«Abbiamo cercato di maneggiare queste immagini con il massimo del rispetto; nessun video è stato modificato – ha detto il regista – Il montaggio non è di tipo oppositivo, alla “Blob” per intenderci, con un effetto comico che sarebbe stato lontano dal senso del progetto. Abbiamo lavorato in modo tematico cercando di stare con le storie delle persone evitando l’effetto spettacolare a tutti i costi».
“Italy in a day – un giorno da italiani”, dopo l’anteprima veneziana fuori concorso, uscirà nelle sale cinematografiche il 23 settembre, solo per un giorno, e poi andrà in onda su Rai3 il 27 settembre. «Mi prendo la responsabilità di definirlo un film perché ha uno sguardo che è il mio e anche quello dei montatori, produttori, musicisti che hanno lavorato con me a questo progetto. Oggi che siamo sommersi da ogni tipo di immagine, il montaggio, ovvero il racconto, è la vera anima di un film».
Nei 75 minuti di immagini (ai quali ha lavorato un team numeroso, con la supervisione editoriale di Ilaria Castiglioni e quella autoriale di Raffaello Fusaro) i protagonisti sono mamme, papà, bambini, ragazzi, giovani disoccupati, pensionati soli, vecchi che non ricordano più i nomi dei figli, innamorati che si sposano, cani, gatti, mucche, pecore. Con una guest star, l’astronauta italiano Luca Parmitano che ha inviato dallo spazio le sue immagini “quotidiane”, ma anche uno sguardo unico: quello dall’oblò della sua navicella sul nostro pianeta. «Avrei voluto che Parmitano fosse qui oggi per parlare del nostro paese visto dallo spazio ma la Nasa non gli ha dato il permesso. Il suo contributo è stato fondamentale per il film perché lo sguardo dall’alto ci permette di dare al tutto le giuste proporzioni. Il nostro pianeta è veramente una pallina nell’universo, tra 150 milioni di galassie. Noi siamo veramente niente rispetto al tutto ma allo stesso tempo se ti avvicini a guardare le cose, le persone, vedi che ci sono ancora sogni e la vita è così bella proprio perché impossibile da governare».
Fonte: Larepubblica.it

Laura Levato